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Aprile 5, 2019

La verità sulla carta

Vent’anni fa le foreste scomparivano a livello mondiale, perdendo oltre 200 milioni di ettari di terreno solo tra il 1980 e il 1995. In questo contesto di panico ecologico, nasce, in California, il Forest Stwedarship Council, un’ONG internazionale non-profit.

Negli ultimi anni c’è stato un leggero declino nella deforestazione globale, grazie all’aumento dell’uso di carta riciclata o proveniente da foreste gestite responsabilmente. Qual è, dunque, il modo migliore per produrre carta meno dispendiosa, soprattutto da un punto di vista ecologico?

Grafico rappresentante lo stato delle foreste mondiali.

Riciclare una tonnellata di carta potrebbe far risparmiare abbastanza energia per supportare una casa per nove mesi, potrebbe far risparmiare più di 20000 litri d’acqua e ridurre notevolmente l’emissione di gas serra. Tuttavia, la mancanza di certificazioni credibili e affidabili per la carta “riciclata” induce a dubitarne l’attendibilità; per esempio, se la carta viene riciclata usando energia da combustibili fossili, forse è meglio che non venga riciclata….

Logo FSC

Per quanto riguarda invece la produzione di carta, l’organizzazione FSC usa un sistema di ispezione e controllo della filiera che consente di risalire esattamente e in modo rigoroso alla materia prima. Infatti, carta FSC viene prodotta da legname di tutte le foreste che sottostanno agli stretti criteri imposti dall’organizzazione stessa, rispettando rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

Ben 10 principi e 70 criteri definiscono le foreste FSC, tra i quali la tutela delle popolazioni indigene e della biodiversità naturale e l’impegno a migliorare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del territorio.

Utilizzando carta FSC, POLIGRAFICA assicura di prendersi cura delle foreste mondiali e delle popolazioni la cui vita e la cui sopravvivenza da queste dipendono, garantendo di non contribuire ulteriormente alla deforestazione globale.


Detto questo, è necessario un approfondimento di un altro punto fondamentale per il rispetto ambientale, ovvero quello della carta riciclata.

Logo del riciclaggio.

Per ottenere carta riciclata, si parte mischiando carta da macero già utilizzata con acqua e altre sostanze chimiche, in modo da ottenere fibre di cellulosa simili a quelle “vergini” di partenza. Dopo aver filtrato il composto per rimuovere residui di colla e plastica e aver rimosso l’inchiostro, si conclude il processo di riciclo con lo sbiancamento, effettuato principalmente con prodotti a base di cloro o ossigeno.

L’enorme vantaggio della carta riciclata è che nessun albero viene abbattuto per produrla; l’Agenzia della Protezione Ambientale Americana (EPA), inoltre, stima che la carta riciclata diminuisce l’inquinamento idrico del 35% e quello atmosferico del 74% rispetto alla carta vergine.

Nonostante questi importanti vantaggi, sono da sottolineare anche alcuni svantaggi e contraddizioni della carta riciclata. Come precedentemente menzionato, sebbene si risparmi fino al 70% di energia per la produzione di carta riciclata, l’energia qui utilizzata proviene da combustibili fossili, mentre per la carta vergine si impiega energia ottenuta dagli scarti del legname utilizzato nel processo, e quindi energia riciclata! Inoltre, vengono utilizzati prodotti chimici tossici e caustici per rimuovere l’inchiostro, come il cloro; gli scarti di questo processo vengono successivamente rilasciati nell’acqua, liberando metalli pesanti inquinanti. Infine, sono da tenere in considerazione anche tutti i rifiuti solidi del processo, che vengono abbandonati in discariche.

Come spesso succede, risulta difficile effettuare una scelta che non abbia riscontri negativi sotto certi aspetti.

Il marchio della carta FSC, tuttavia, è una garanzia e assicura la provenienza sostenibile della materia prima, senza lasciare spazio a fraintendimenti o confusione.

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